Orlando innamorato è un poema cavalleresco scritto da Matteo Maria Boiardo nella seconda metà del '400.

L'esercito franco, guidato da Carlo Magno, sta fronteggiando l’invasione dei Mori guidati dal re d’Africa Agramante. Alla corte di Carlo Magno arriva Angelica, principessa del Catai. La sua bellezza provoca subito il caos: tutti i cavalieri si innamorano di lei, in particolare i più valorosi, Orlando e Rinaldo.

I due paladini diventano rivali, perdendo equilibrio e razionalità. I personaggi si disperdono in una serie infinita di avventure tra duelli, magia e illusioni. Intanto la vita va avanti e Parigi sta per essere assediata.

Carlo Magno deve assolutamente trovare una soluzione per riportare alla ragione i suoi valorosi cavalieri altrimenti, con la città in fiamme, sarà la fine dell’Impero. La decisione è presa. Il paladino che dimostrerà maggior valore nella battaglia imminente contro l’esercito di Agramante avrà in sposa Angelica. Come andrà a finire? Non lo sapremo mai.

Quello che ci resta è la convinzione che esiste una forza sovrumana che non si sottomette mai alla ragione: l'amore. L'amore spesso sconvolge la realtà. L'amore crea illusioni e smarrimento. Tutto infatti ruota attorno alla crisi dell'identità dell'eroe di fronte al desiderio.

Orlando, il guerriero perfetto, invincibile e fedele ai propri doveri, si innamora di Angelica e perde la propria centralità eroica. L'amore diventa una forza che destabilizza, che mette in discussione il ruolo sociale e l'immagine che ciascuno ha di sé a tal punto da portare l’eroe ad ammettere "Ahi pazzo Orlando! Come ti sei fatto trasportar dal desiderio! Io, che consideravo il mondo intero un nulla sono sconfitto, senza nemmeno usar le armi, da una semplice fanciulla."